Siamo già nell’economia dell’algoritmo

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Gartner definisce Algorithm Economy il business condotto dai grandi player internazionali della Rete, come Google e Facebook: un business che ha un valore di estrema rilevanza costruito su una grande quantità di dati e sugli algoritmi che li gestiscono e li rendono fruibili.

Non è un caso che proprio verso la fine del 2015, diversi eventi in giro per l’Italia abbiano scelto di approfondire e discutere riguardo alla centralità degli algoritmi nelle nostre vite, oggi più che mai. Basti pensare all’evento “State of the Net 2015”, che ha avuto proprio come tema principale quello degli algoritmi e delle loro implicazioni sociali:

“L’intero futuro della realtà fisica è collegato a un mondo costruito da ingegneri secondo obiettivi che spesso non contengono i discrimini che fin qui hanno retto le scelte collettive, ma obiettivi semplificati, velocissimi, senza “morale”. «La crescita di internet raccontata da Lee Rainie», commentano gli organizzatori, «è un’opportunità e oggi gli algoritmi accelerano la nostra società. Con gli strumenti, la rete può migliorare, ma instradare il cambiamento dipende da ogni singola persona».”

Michele ha approfondito il legame esistente tra dati e algoritmi in uno degli ultimi articoli pubblicati per “Gli Stati Generali”, dal titolo “L’economia dell’algoritmo è già tra noi”.

Ha parlato del lavoro che facciamo con i dati e gli algoritmi all’interno di Atoka: dietro al funzionamento di alcuni dei filtri di ricerca in Atoka ci sono diversi algoritmi al lavoro.
Il filtro delle parole chiave è solo una delle funzionalità create grazie agli algoritmi, e lo stesso vale per i dati provenienti dal Web, e la capacità di Atoka di associarli a determinate aziende e non ad altre.

Comprendere il legame che esiste tra i dati e gli algoritmi rappresenta un passaggio fondamentale per poter trarre il massimo vantaggio dalle funzionalità avanzate di Sales Intelligence presenti in Atoka.

Nel 2012, a Bratislava, l’allora vice-presidente della Commissione Europea Neelie Kroes definiva i dati “il nuovo petrolio dell’era digitale”. L’anno dopo, a Bruxelles, osservava: “Non c’è dubbio che siamo entrati nell’era dei Big Data”. Sono passati pochissimi anni da quelle dichiarazioni, e ormai è evidente a tutti che la Kroes aveva ragione. Chiamare i dati “il petrolio dell’era digitale” è diventato quasi un luogo comune.
[…] Servono poi degli algoritmi in grado di usare questi dati per offrire un servizio utile alle persone. Ecco perché i media e gli imprenditori hi-tech americani parlano sempre di più della nascita di una Algorithm Economy, un’economia dell’algoritmo che potrebbe rivoluzionare il modo in cui facciamo… praticamente tutto. Già oggi alcune delle più influenti e ricche aziende del mondo sono espressione di questa nuova economia dell’algoritmo: ad esempio Google e Facebook.

Prosegui la lettura nel blog all’interno di “Gli Stati Generali”

Matteo BrunatiSiamo già nell’economia dell’algoritmo
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