Le aziende italiane e il lessico della sostenibilità

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Il 2019 è iniziato, e quando l’anno parte è naturale soffermarsi su ciò che riserva il futuro, e su temi di rilevanza comune: ad esempio il contrasto al cambiamento climatico, o la necessità di modelli economici più sostenibili e inclusivi. In un mondo che deve affrontare sfide di questa portata, tutti sono chiamati a dare il loro contributo, incluse le aziende. Per fortuna in Italia il mondo produttivo dimostra una crescente sensibilità a questi temi: per avere un’idea a riguardo, può essere utile esaminare la semantica delle aziende italiane con Atoka, il motore di ricerca targato SpazioDati su 6 milioni di imprese.

Nel complesso, secondo i dati ricavati con Atoka sono 20.522 le aziende caratterizzate semanticamente da termini-spia quali “sostenibilità”, “sviluppo sostenibile”, “economia circolare”, o con siti web dove sono presenti concetti come “sostenibilità ambientale”, “sviluppo sostenibile”, “economia circolare” o “equo e solidale”. Si tratta di un lessico della sostenibilità che sembra fare propri principi come quello della Corporate Social Responsibility (CSR), l’attenzione alle sfide ecologiche e sociali, la preoccupazione per un futuro migliore per tutti.

Milano, Roma e Torino sono le province leader: più di un’azienda su dieci ha sede nel milanese. Nella tabella sotto, le prime cinque province e le prime cinque regioni per numero di imprese caratterizzate a livello semantico:

Territorio Numero di aziende caratterizzate semanticamente dal lessico della sostenibilità
Lombardia 4.445
Milano 2.203
Veneto 2.197
Lazio 2.094
Emilia-Romagna 2.013
Roma 1.756
Toscana 1.282
Torino 887
Bologna 576
Brescia 519

 

Si tratta di aziende spesso relativamente giovani: quasi il 40% di esse ha al massimo 10 anni. Esse operano nei macro-settori più svariati: 3.780 rientrano nell’Ateco M (attività professionali, scientifiche e tecniche), 3.504 nell’Ateco C (manifatturiero), 2.980 nell’Ateco G (commercio all’ingrosso e al dettaglio), e 1.936 nell’Ateco F (costruzioni) ecc… Si va dal piccolo editore di saggi focalizzati su temi come l’economia circolare o il capitale naturale, al negozio specializzato in prodotti equi e solidali, dal minimarket alla produzione di energia.

In ogni caso, la maggioranza di esse ha Score Innovatività alti o massimi, e anche il numero di aziende con Score propensione all’estero certo, elevato o alto non è irrilevante. Un’azienda su 5 ha tra i 10 e i 49 dipendenti.

Non solo le aziende consolidate, pure 303 startup innovative vantano un lessico attento ai temi della sostenibilità e affini: 118 di esse opera nell’Ateco M, e ben 54 nell’Ateco C (che però segue l’Ateco J, inerente i servizi di informazione e comunicazione, che vanta 82 aziende). Territorio d’elezione di queste startup sembra essere la provincia di Milano, dove hanno sede legale in 47; al secondo posto la provincia di Roma, con 26, e al terzo quella di Bologna, con 14. Quarta è la provincia di Napoli, con 10.

Prima si è citata la CSR. In Italia sono più di duemilasettecento le aziende a menzionare la CSR nel proprio sito web. Si tratta spesso di aziende consolidate: il 55% sono srl o srls, il 16% sono spa o spa con socio unico, e circa un quinto vanta ricavi di almeno dieci milioni di euro.

È poi interessante che ben 22 aziende con ricavi pari o superiori al miliardo di euro nei propri siti citino la CSR: segno che si tratta di una priorità per alcune tra le aziende più grandi e importanti del paese.

La redazioneLe aziende italiane e il lessico della sostenibilità
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