Jusp, il mobile POS del futuro, usa la Sales Intelligence di Atoka

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È uno che di marketing se ne intende, Stefano Calderano. E parecchio. 51 anni, napoletano, una laurea in economia e un MBA all’IMD di Losanna, Calderano vanta un passato di successo nel settore bancario e della consulenza: ha lavorato prima in McKinsey e BancoPosta, poi in Banca Intesa e BNL-Paribas (dov’era responsabile del settore retail e private banking, alla guida di quasi 1000 agenzie).

Soprattutto, Calderano è un innovatore. Non a caso è il CEO della startup Jusp, la risposta italiana (anzi, europea) all’americano Square.

Stefano Calderano - Jusp

Jusp è un device piccolo, che sta nel palmo di una mano, ma dall’enorme potenziale: basta collegarlo a uno smartphone, a un tablet o anche a un tradizionale PC desktop o laptop, inserire al suo interno una carta di credito, e voilà, ecco un POS (Point Of Sale) molto innovativo. Che non soltanto è in grado di accettare pagamenti da chiunque e ovunque, ma che supporta l’utente nelle sue esigenze di business più particolari.

E considerando che nel giro di 5 anni la metà dei POS sarà mobile, è chiaro che Jusp ha il futuro dalla sua… (e anche un po’ di presente: a giugno ha vinto l’Italian Master Startup Award 2015).

Poco tempo fa Calderano ha scoperto Atoka, e ne ha subito apprezzato il potenziale. «Mi sono sempre occupato di marketing, sin da quando lavoravo in BancoPosta, e ho immediatamente pensato che la piattaforma Atoka sarebbe stata utilissima, praticamente un sogno», racconta.

Oggi Jusp è un cliente Atoka. Abbiamo fatto una chiacchierata con Calderano per capire come Atoka sta supportando la crescita della loro azienda.


Com’è iniziata l’avventura con Jusp?

Nel 2011 ho deciso di cimentarmi in nuove sfide, lasciando i miei impegni nel mondo bancario e delle grandi aziende per conoscere meglio quello delle nuove tecnologie e delle startup ad alta intensità di innovazione. Ed è così che ho avuto l’opportunità di conoscere il fondatore di Jusp, Jacopo Vanetti, un ragazzo lombardo molto forte sulla parte software e sicurezza. All’inizio ho voluto sostenere Jusp come angel investor ma poi, quando il progetto si è trasformato in realtà, ho deciso di mettere da parte altre attività e concentrarmi su Jusp, non più solo come azionista e investitore ma anche in qualità di amministratore delegato.

Quando ha aperto i battenti Jusp?

La società è stata fondata nel novembre del 2011, però poi la vera operatività è cominciata nel febbraio del 2012, quando è arrivato il primo investimento da parte anche di altre persone che hanno deciso di puntare sull’azienda.

Cosa ti ha convinto di Jusp?

Avendo lavorato per vent’anni nell’internet banking, conoscevo ciò che si faceva negli Stati Uniti, dove già nel 2009 era nata Square. Seguivo quest’azienda con grande attenzione dato che pensavo si trattasse di un’innovazione spettacolare. Perciò quando ho saputo di Jusp, di questo progetto che ambiva a essere una sorta di Square italiano, non ci ho pensato due volte. Ancora prima di conoscere Jacopo e il suo team ero già convinto dell’idea.

Ma cosa fa esattamente Jusp?

Jusp è una soluzione innovativa per chi ha bisogno di incassare con le carte di credito, che si tratti di negozianti “tradizionali” (ad esempio un ristorante o un negozio di abbigliamento) o di liberi professionisti. In pratica è un POS che permette di incassare in mobilità, ma può anche sostituire il POS tradizionale che siamo abituati a trovare in un negozio.

Il mobile POS di Jusp

Inoltre il POS di Jusp ha un forte valore aggiunto perché è basato su tecnologie nuove, non è un oggetto staccato da tutto il resto come un POS tradizionale; grazie alla nostra piattaforma può essere integrato con tutta una serie di servizi molto interessanti, ad esempio di marketing. In sintesi, mettiamo a disposizione degli esercenti che utilizzano Jusp una piattaforma di marketing per inviare comunicazioni e promozioni ai propri clienti. Un ristorante, ad esempio, oggi come oggi non ha modo di comunicare con i clienti, se non chiedendo le loro email da inserire in mailing list. Con Jusp le cose cambiano.

Come sta andando Jusp?

La società è arrivata sul mercato l’anno scorso e devo dire che finora abbiamo avuto un buon riscontro, soprattutto nel mondo corporate, delle grandi aziende. All’inizio i nostri clienti sono state realtà del settore assicurativo, come Axa Assicurazioni, ma ora ci stiamo espandendo in altri settori. Ad esempio – e incrociamo le dita – proprio in questi giorni stiamo concludendo un accordo con un grosso fornitore di caldaie. Anche a loro, come a tutta la loro rete di istallatori e manutentori, oltre al POS offriamo una serie di servizi ad hoc. Nel caso specifico ci hanno richiesto un servizio per gestire la scontistica delle promozioni che fanno con gli istallatori, e che al momento non sono in grado di gestire se non alla vecchia maniera, con fogli di carta. Il punto è che noi di Jusp cerchiamo sempre di aggiungere al pagamento in mobilità anche dei servizi accessori interessanti per l’azienda.

A Jusp usate Atoka, lo strumento di sales intelligence realizzato da SpazioDati. Cosa vi ha portati ad Atoka?

Ho conosciuto SpazioDati all’Italian Master Startup Award, sia noi che loro eravamo presenti all’evento. Sa, in queste occasioni mi piace sempre conoscere altre realtà aziendali, capire cosa fanno… Ho subito apprezzato Atoka. Mi sono sempre occupato di marketing, sin da quando lavoravo in BancoPosta, e ho immediatamente pensato che una piattaforma simile sarebbe stata utilissima, praticamente un sogno, per uno come me, che ha passato un sacco di tempo a fare targeting e segmentazioni. E in effetti per noi Atoka è davvero utilissima, perché Jusp opera B2B e tutti i nostri clienti sono nel suo database.

Ci puoi fare un esempio concreto di come state usando Atoka?

Certo. Adesso a Jusp stiamo lanciando un nuovo canale di vendita, quello del teleselling, proprio su liste cosiddette “fredde”, mentre sinora lo avevamo fatto solo su aziende che si erano registrate sul nostro sito. Abbiamo iniziato estraendo con Atoka una lista di circa 800 potenziali clienti (ristoranti del Sud Italia, per la cronaca). E si tratta davvero di uno strumento eccellente per tipologia di filtri, di analisi e di dati disponibili…
L’ho trovato estremamente utile e smart, facile e intuitivo.

E come avete usato questa lista?

Per adesso l’abbiamo data al nostro call center, ma visto che ci stiamo anche dotando di una rete di agenti sul territorio l’idea è quella di fornire liste di clienti anche a loro.

E cosa vorresti migliorare di Atoka?

Magari la possibilità di fare estrazioni infinite di liste.
Ma ripeto, i risultati che dà Atoka sono davvero molto interessanti.

Per approfondire

La redazioneJusp, il mobile POS del futuro, usa la Sales Intelligence di Atoka
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