Qualche dato sulle aziende italiane che fabbricano mobili

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Mobile. In questi giorni, ovviamente, è una delle parole più gettonate dai media italiani. E in effetti il mobile è uno dei pilastri dell’export italiano (incarnato dalle proverbiali 4 F: food, fashion, fast cars, furniture). Il saper fare italiano nel settore dell’arredo ha radici antiche. Anzi, antichissime. Già nel XVI secolo i falegnami, i carpentieri e i tappezzieri italiani, specie lombardi e veneti, erano famosi in tutta Europa, e quando un principe austriaco, polacco o russo voleva una magione davvero sfarzosa, convocava a corte architetti e artigiani italiani.

Ma quante sono le aziende attive nella fabbricazione di mobili (Codice Ateco 31)? E che tipo di realtà produttive sono? Abbiamo usato Atoka, il motore di ricerca su 6 milioni di aziende italiane, per saperne qualcosa di più. Nel complesso si tratta di 25.280 aziende, concentrate soprattutto nel Centro Nord. Ecco la Top 7 regionale, e a seguire la Top 7 provinciale. Come si può vedere, le antiche specializzazioni sono sopravvissute all’usura del tempo.

 

Regione italiana Numero aziende Ateco 31
Lombardia 5.350
Veneto 4.297
Toscana 2.382
Emilia-Romagna 1.528
Marche 1.515
Puglia 1.477
Friuli-Venezia Giulia 1.353
Provincia italiana Numero aziende Ateco 31
Monza-Brianza 1.685
Treviso 1.153
Verona 1.069
Como 1.067
Milano 1.057
Pesaro e Urbino 941
Roma 896

 

Molte di queste aziende sono imprese individuali (nel complesso, 9.056), tuttavia ci sono anche molte srl (per la precisione, 7.418), un bel po’ di società in nome collettivo (4.532) e persino 391 spa. Queste ultime si concentrano quasi tutte nelle storiche roccaforti del mobile italiano: Treviso (54), Milano (44), Monza-Brianza (25), Pordenone (23), Pesaro e Urbino (20) e così via… Come è stato detto sopra, le aziende italiane attive nell’Ateco 31 sono 25.280: ebbene, 1.039 di esse è su piazza da almeno mezzo secolo, il 4,1% del totale: un dato superiore alla media del manifatturiero italiano (3,6%) e soprattutto alla media dell’economia nazionale (1,6%)… una conferma della resilienza di un settore venerando, ma che ha sempre saputo reinventarsi.

E infatti non solo il tasso di digitalizzazione delle aziende dell’Ateco 31 è relativamente alto (quasi il 26% di esse ha un sito web, l’1,8% ha addirittura un e-commerce), ma le parole-chiave di queste imprese spesso sono un mix eterogeneo di antico e moderno: ci si imbatte, così, in “poliuretano”, “design”, “cucina componibile”, “progettazione”, “lattice”, ma anche in “lacca”, “noce”, “legno massello”, “ebanisteria”, “boiserie”. Un lessico variegato, che rimanda anche alle molteplici specializzazioni dei produttori di mobili italiani.

Per esempio la provincia di Udine, famosa per il “distretto della sedia”, vanta ben 250 aziende attive nella fabbricazione di sedie e sedili (Ateco 31.09.2) più delle province di Como, Monza-Brianza, Verona e Treviso combinate assieme. Invece la provincia di Bari, fulcro del rinomato distretto del salotto, è sede di 429 aziende impegnate nella fabbricazione di poltrone e divani (Ateco 31.09.3). Ma che si tratti di aziende udinesi, baresi, brianzole o trevigiane, in questi giorni le ritroveremo tutte in quel di Milano!

La redazioneQualche dato sulle aziende italiane che fabbricano mobili
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