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L’Italia è un paese di ristoratori. Scopri il settore con i dati di Atoka!

L’Italia è un paese di santi, poeti… e ristoratori. In effetti poche cose caratterizzano l’identità nazionale più del buon cibo. Questo è vero non solo dal lato culturale, ma economico, se si considera le aziende attive nel settore delle attività dei servizi di ristorazione (Ateco 56) sono oltre 392mila. Ecco un po’ di dati a riguardo ricavati con Atoka, motore di ricerca su 6 milioni di aziende. Si tratta di un settore complesso ed estremamente variegato. Si va dalle grandi realtà della ristorazione commerciale e collettiva, ai ristoranti stellati..

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Qual è la semantica delle aziende manifatturiere italiane? Un po’ di dati con Atoka

Le aziende italiane attive nel manifatturiero (codice Ateco C) sono oltre mezzo milione. Il dato non stupisce, considerando che l’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa: solo la Germania ci precede. Ben il 16% del nostro PIL deriva dal manifatturiero, che infatti è uno dei principali datori di lavoro nazionali, e un importante driver di innovazione tecnologica e di processo. Le aziende manifatturiere italiane si concentrano, com’è noto, nel Centronord

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Qual è la semantica delle startup italiane? Qualche dato Atoka

Le startup innovative italiane si avviano a quota diecimila (a oggi sono 9.610). E anche se la gran parte di esse ha ricavi inferiori ai centomila euro, e solo 145 hanno ricavi di almeno un milione di euro, è anche vero che le startup rappresentano uno dei segmenti più dinamici e interessanti dell’economia italiana. E un segnale di speranza per un paese che, in base alle graduatorie più autorevoli, continua a essere uno dei meno innovativi dell’Occidente. Secondo lo Score Innovatività di Atoka, quasi 7mila startup sono innovative.

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Alle aziende italiane il Black Friday piace

Si dice che il venerdì porti sfortuna. Ma c’è un venerdì che i commercianti trovano davvero fortunato, specie i commercianti americani: è il Black Friday, chiamato così – secondo la leggenda – perché in quel giorno si farebbero così tanti affari da trasformare il passivo (il rosso, appunto) in attivo (il sospirato nero). Di sicuro il Black Friday dà il la alla stagione dello shopping invernale, che toccherà il culmine nei giorni subito prima di Natale. Negli Stati Uniti il Black Friday è ormai un appuntamento imperdibile per decine di milioni di consumatori.

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La nuova feature import di Atoka, esempio vero di sales intelligence 2.0

“The money is in the list” sono soliti ripetere gli esperti di marketing americani. Vero, ma se la lista è vecchia, poco aggiornata, o semplicemente povera di contenuti, più che generare profitto, fa perdere tempo e opportunità di business. D’altra parte, tutte le aziende – siano esse PMI, grandi imprese o startup innovative – hanno le proprie liste-clienti, che sono indiscutibilmente asset da proteggere e valorizzare. Proprio per questa ragione è stata creata la nuova feature “importa le tue liste”.

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L’universo del fare vino italiano, nei dati Atoka

L’Italia è la terra del vino. Lo era duemila anni fa, quando il leggendario Falernum e il celebre Mamertinum venivano esportati in tutta Europa, e lo è ancora oggi. Secondo i dati ricavati con Atoka le aziende vinificatrici della penisola sono quasi 45mila: 43mila appartengono all’Ateco 01.21 (coltivazione di uva)[1], 1.174 sono aziende impegnate nella produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d. – acronimo che indica il vino di qualità prodotto in regione determinata – (Ateco 11.02.1), e 154 sono le aziende che invece producono spumante e altri vini speciali (Ateco 11.02.2).

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Il “nuovo triangolo industriale” nei dati di Atoka

Ultimamente i media nazionali parlano (ad es. qui e qui) di un “nuovo triangolo industriale” che avrebbe come vertici i poli urbani di Milano, Padova e Bologna, e che includerebbe territori dalla profonda vocazione manifatturiera come Vicenza, Brescia, Modena. In effetti la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna sono oggi il motore più potente dell’economia italiana, e il pilastro dell’export nazionale. Secondo i dati ricavati con Atoka, nelle tre regioni del Centronord hanno sede oltre 1,8 milioni di aziende.

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Qualche dato sulle aziende italiane che fabbricano mobili

Mobile. In questi giorni, ovviamente, è una delle parole più gettonate dai media italiani. E in effetti il mobile è uno dei pilastri dell’export italiano. Il saper fare italiano nel settore dell’arredo ha radici antiche. Anzi, antichissime. Già nel XVI secolo i falegnami, i carpentieri e i tappezzieri italiani, specie lombardi e veneti, erano famosi in tutta Europa, e quando un principe austriaco, polacco o russo voleva una magione davvero sfarzosa, convocava a corte architetti e artigiani italiani.

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Un po’ di dati sull’automotive italiano, motore dell’economia

Anche se è lontano il 1980, quando Torino era soprannominata “la Detroit d’Europa” e l’Italia era uno dei leader mondiali nella produzione di veicoli, da qualche anno l’automotive italiano è in forte ripresa. Questa è senz’altro una buona notizia per l’economia, dato che il settore è uno dei pilastri del manifatturiero nazionale. Perché, oltre alla produzione vera e propria di auto e veicoli commerciali, l’automotive ha un indotto immenso, che va dai concessionari alle autofficine, dai gommisti ai produttori di componenti.

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Un po’ di dati sulle aziende culturali di Parma, capitale della cultura 2020

Capitale italiana della cultura 2020 sarà la città di Parma. Una bella scelta, considerando che il Parmense ha dato i natali a pesi massimi della cultura italiana come Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, il Parmigianino, Bernardo Bertolucci, e che vanta un patrimonio architettonico, artistico ed enogastronomico di rilievo globale (non a caso è Città creativa per la gastronomia dell’Unesco, e sede dell’AESA). Ma se è vero che con la cultura si mangia, e anche bene, quante sono le aziende del parmense attive in ambito culturale?

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