Aiutare l’internazionalizzazione delle aziende usando Atoka in inglese

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Atoka è ora disponibile in lingua inglese: è solo uno dei primi passi a cui stiamo lavorando per aiutare le imprese nella loro internazionalizzazione.
Perché l’Italia sarà pure una realtà complessa e frammentata, ma rimane la terza economia dell’eurozona, l’ottava del pianeta, e la prima dell’area mediterranea. Merita quindi di essere conosciuta un po’ meglio, soprattutto a livello B2B. E non siamo certo i soli a pensarlo.

L’Italia, infatti, è un’economia di trasformazione. Povera di materie prime (eccetto il marmo, come amava ricordare un grande conoscitore dell’economia come Carlo Cipolla), l’Italia è “condannata” a importare, trasformare e (possibilmente) esportare. In sintesi, a fare business. Per noi italiani, dunque, la partecipazione da protagonisti agli scambi commerciali globali non è un’opzione, ma un imperativo. Con buona pace di ogni tentazione autarchica o velleità protezionistica.

Per fortuna l’Italia rimane, nonostante tutte le difficoltà, uno dei leader del commercio mondiale. Secondo Il mondo in cifre 2016 dell’Economist, il nostro export vale il 2,68% di tutte le esportazioni mondiali; solo otto paesi fanno meglio di noi. E per quanto riguarda il commercio di beni, siamo addirittura ottavi. Ma se noi esportiamo, è perché c’è qualcuno che importa. Può sembrare un truismo, eppure è vero.

Si può comprendere ancora meglio questa dinamica sfruttando un servizio sviluppato all’interno del MIT di Boston, che si chiama OEC, “Observatory of Economic Complexity”: un osservatorio della complessità dell’economia mondiale. Nella sezione dedicata all’Italia, ci sono alcuni grafici interattivi che mostrano i diversi aspetti della complessità dell’economia italiana. Ad esempio, se si vuole navigare nelle esportazioni italiane (con dati 2014), è questione di qualche click:

Spesso si legge sui giornali che il pilastro del Made in Italy sono i prodotti di qualità di 4 settori-chiave: l’agroalimentare, l’arredamento, la meccanica e la moda (le 4 F: food, fashion, furniture, fast cars). E in effetti nei settori citati l’Italia può anche vantare marchi di grande appeal globale. Tuttavia le eccellenze del Made in Italy non si limitano a questi, pur blasonatissimi, settori, né alla manciata di brand tricolori noti a New York come a Shenzhen.

In realtà l’eccellenza è spesso di casa in Italia. Tutto il paese è disseminato di innumerevoli PMI che realizzano prodotti straordinari, siano essi collettori d’aspirazione, mocassini in pelle o bottiglie di vetro. Purtroppo molte di queste PMI incontrano enormi difficoltà nell’esportare i propri prodotti, perché per quanto sia difficile realizzare un ottimo mocassino o un fantastico collettore d’aspirazione, farlo arrivare nella boutique di New York o nella fabbrica di camion di Shenzhen è di per sé una grande sfida.

Esportare significa prima di tutto farsi conoscere. Ecco perché ogni anno centinaia di migliaia di imprenditori italiani prendono un aereo e passano ore e ore a fiere e convention in Baviera, Nevada, Dubai, Messico, Australia, trangugiando cibo così così e distribuendo a ritmo continuo biglietti da visita e brochure aziendali… Certo, queste trasferte massacranti funzionano. C’è un imprenditore del settore macchine agricole, grande fan di Atoka, che ai dipendenti ama ricordare come il segreto del suo successo sia stato girare in lungo e in largo (durante gli anni ’70) tutte le fiere del Midwest con la sua “ferraglia”.

Purtroppo farsi conoscere richiede tempo, denaro e personale. E non tutte le aziende possono permettersi di mandare per mesi in Iowa un proprio rappresentante con catalogo e “ferraglia” al seguito. Ci sono però altre strade, più innovative… Quali? Ad esempio aiutare gli imprenditori stranieri a conoscere meglio la galassia imprenditoriale italiana, onde poter trovare con più facilità nuovi partner, fornitori, clienti e opportunità di business.

Per questo motivo SpazioDati ha di recente lanciato la versione in lingua inglese di Atoka.

Supponiamo che siate un’azienda di one-off car con sede a Monaco di Baviera, e cerchiate un’azienda italiana specializzata nella prototipazione rapida, possibilmente sull’asse del Brennero. Come fate a trovarla? Con una ricerca sul web lunga una settimana? Consultando i giornali economici italiani? Chiedendo consiglio ai vostri concorrenti? Un altro esempio: siete una ditta catalana di abiti in cerca di nuovi fornitori, e vi serve una lista di tutte le aziende italiane specializzate in un certo tipo di tessuto… a chi vi rivolgete? Alle solite liste, magari vecchie di un decennio? Agli elenchi telefonici? Al passaparola? Buona fortuna!

Con Atoka in versione inglese è possibile risolvere in pochi istanti questa necessità: vogliamo aiutare le imprese straniere e quelle italiane a fare business assieme, e favorire l’internazionalizzazione del business, aiutando un trend in crescita, come segnala anche SACE:

[immagine della cover tratta da Flickr, @80497449@N04]

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