Come aumentare le vendite con la Sales Intelligence e il Lead Management

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La nuova feature import di Atoka, esempio vero di sales intelligence 2.0

“The money is in the list” sono soliti ripetere gli esperti di marketing americani. Vero, ma se la lista è vecchia, poco aggiornata, o semplicemente povera di contenuti, più che generare profitto, fa perdere tempo e opportunità di business. D’altra parte, tutte le aziende – siano esse PMI, grandi imprese o startup innovative – hanno le proprie liste-clienti, che sono indiscutibilmente asset da proteggere e valorizzare. Proprio per questa ragione è stata creata la nuova feature “importa le tue liste”.

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In Trentino, un ecosistema dell’innovazione sempre più europeo

Il Trentino, si sa, è uno degli ecosistemi dell’innovazione più interessanti d’Italia. Non a caso è stato soprannominato dai giornali internazionali “la Silicon Valley delle Alpi”. Merito della densità record di startup (inclusa quella che ha sviluppato Atoka, SpazioDati), di un’università e di centri di ricerca rinomati nel mondo, e di attori come HIT, acronimo che sta per Hub Innovazione Trentino. HIT è una società a scopo consortile che promuove e valorizza i risultati della ricerca e l’innovazione del sistema trentino.

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L’universo del fare vino italiano, nei dati Atoka

L’Italia è la terra del vino. Lo era duemila anni fa, quando il leggendario Falernum e il celebre Mamertinum venivano esportati in tutta Europa, e lo è ancora oggi. Secondo i dati ricavati con Atoka le aziende vinificatrici della penisola sono quasi 45mila: 43mila appartengono all’Ateco 01.21 (coltivazione di uva)[1], 1.174 sono aziende impegnate nella produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d. – acronimo che indica il vino di qualità prodotto in regione determinata – (Ateco 11.02.1), e 154 sono le aziende che invece producono spumante e altri vini speciali (Ateco 11.02.2).

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Il “nuovo triangolo industriale” nei dati di Atoka

Ultimamente i media nazionali parlano (ad es. qui e qui) di un “nuovo triangolo industriale” che avrebbe come vertici i poli urbani di Milano, Padova e Bologna, e che includerebbe territori dalla profonda vocazione manifatturiera come Vicenza, Brescia, Modena. In effetti la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna sono oggi il motore più potente dell’economia italiana, e il pilastro dell’export nazionale. Secondo i dati ricavati con Atoka, nelle tre regioni del Centronord hanno sede oltre 1,8 milioni di aziende.

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Qualche dato sulle aziende italiane che fabbricano mobili

Mobile. In questi giorni, ovviamente, è una delle parole più gettonate dai media italiani. E in effetti il mobile è uno dei pilastri dell’export italiano. Il saper fare italiano nel settore dell’arredo ha radici antiche. Anzi, antichissime. Già nel XVI secolo i falegnami, i carpentieri e i tappezzieri italiani, specie lombardi e veneti, erano famosi in tutta Europa, e quando un principe austriaco, polacco o russo voleva una magione davvero sfarzosa, convocava a corte architetti e artigiani italiani.

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Un po’ di dati sull’automotive italiano, motore dell’economia

Anche se è lontano il 1980, quando Torino era soprannominata “la Detroit d’Europa” e l’Italia era uno dei leader mondiali nella produzione di veicoli, da qualche anno l’automotive italiano è in forte ripresa. Questa è senz’altro una buona notizia per l’economia, dato che il settore è uno dei pilastri del manifatturiero nazionale. Perché, oltre alla produzione vera e propria di auto e veicoli commerciali, l’automotive ha un indotto immenso, che va dai concessionari alle autofficine, dai gommisti ai produttori di componenti.

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Matteo BrunatiAtoka Blog – B2B lead generation